Fight Club

[...] E’ adesso che mi metto a piangere. Piangere è facile nel buio soffocante, chiuso dentro qualcun altro, quando vedi che tutto quello che riuscirai mai a combinare finirà in spazzatura. Tutto quello di cui potrai mai andare fiero finirà buttato via.”

Facile piangere quando ti rendi conto che tutte le persone che ami o ti respingono o vanno all’altro mondo. Dato un lasso di tempo abbastanza lungo per tutti la percentuale di sopravvivenza precipita a zero.

E’ così che va con l’insonnia. Tutto è così lontano, una copia di una copia di una copia. L’insonnia ti distanzia da ogni cosa, tu non puoi toccare niente e niente può toccare te.

Le palestre dove vai sono affollate di tizi  che cercano di sembrare uomini, come se essere un uomo equivalesse ad avere l’aspetto che ha in mente uno scultore o un pubblicitario.

[...] Tutto questo è colpa mia. Certe volte fai una cosa e finisci fottuto. Certe volte sono le cose che non fai e finisci fottuto.

Mio padre diceva sempre: “Sposati prima che il sesso diventi noioso, altrimenti non ti sposerai mai.”

“Sai, la scarpetta di vetro della nostra generazione è il preservativo. Te la infili quando incontri uno sconosciuto. Balli tutta notte, poi lo butti via. Il preservativo, voglio dire. Nono lo sconosciuto.”

“Sto sciogliendo i miei legami con il potere fisico e gli oggetti terreni” ha bisbigliato Tyler, “perché solo distruggendo me stesso posso scoprire il più elevato potere del mio spirito.”

Per migliaia di anni gli esseri umani hanno incasinato e insozzato e smerdato questo pianeta e ora la storia si aspetta che sia io a correre dietro agli altri per ripulirlo. Io devo lavare e schiacciare i miei barattoli. E rendere conto di ogni goccia di olio di motore usato. Tocca a me pagare il conto per le scorie nucleari e i serbatoi di benzina interrati e i residui tossici scaricati nel sottosuolo una generazione prima che nascessi.

Basta sapere dove guardare e ci sono scheletri in tutti gli armadi.

“Tu non sei un delicato e irripetibile fiocco di neve. Tu sei la stessa materia organica deperibile di chiunque altro e noi tutti siamo parte dello stesso cumulo in decomposizione.”

La scimmia spaziale continua: “La nostra cultura ci ha resi tutti uguali. Nessuno è più veramente bianco o nero o ricco. Tutti vogliamo lo stesso. Individualmente non siamo niente.”

[...] Io sono inutile. Io sono stupido e tutto quello che so fare è desiderare cose e aver bisogno di cose.

“[...] La pubblicità ha spinto questa gente ad affannarsi per automobili e vestiti di cui non hanno bisogno. Intere generazioni hanno svolto lavori che detestavano solo per comperare cose di cui non hanno veramente bisogno.

     “Noi non abbiamo una grande guerra nella nostra generazione, o una grande depressione, e invece sì, abbiamo una grande guerra dello spirito. Abbiamo una grande rivoluzione contro la cultura. La grande depressione è quella delle nostre vite. Abbiamo una depressione spirituale.”

“[...] Le persone che stai cercando di calpestare, sono quelle persone da cui dipendi tu. Noi siamo le persone che laviamo i tuoi vestiti e cuciniamo i tuoi pasti e te li serviamo a tavola. Noi ti facciamo il letto. Noi ti proteggiamo mentre dormi. Noi guidiamo le ambulanze. No ismistiamo le tue telefonate. Noi siamo cuochi e tassisti e sappiamo tutto di te. Noi esaminiamo le tue richieste di indennizzo alle compagnie di assicurazione e gli addebiti sulla tua carta di credito. Noi controlliamo ogni spicchio della tua vita.

     “Noi siamo i figli di mezzo della storia, cresciuti dalla televisione a credere che un giorno saremo milionari e divi del cinema e rockstar, ma non andrà così. E stiamo or ora cominciando a capire questo fatto [...]“

“Io sono la merda canterina e ballerina del mondo” dice la scimmia spaziale allo specchio. “Io sono il sotto prodotto tossico della creazione di Dio.”

Solo nella morte avremo i nostri nomi poiché solo nella morte non partecipiamo più allo sforzo collettivo. Nella morte diventiamo eroi.

Tutto quello che hai amato ti respinge o muore. Tutto quello che hai creato sarà gettato via. Tutto quello di cui sei orgoglioso finirà in immondizia.

Un momento è il massimo che puoi aspettarti dalla perfezione.

Fight Club, Chuck Palahniuk

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